Poleti e la vergognosa dichiarazione sul lavoro a cottimo. di Fabrizio Baggi

<< L’ora lavorativa retribuita in quanto tale è un concetto novecentesco ormai superato, la retribuzione va calcolata in base agli obbiettivi raggiunti>> Ecco cosa pensa Giuliano Poletti – dal 22 febbraio 2014 Ministro del lavoro e delle politiche sociali nel Governo Renzi ed ex Presidente nazionale della LegaCoop dal 2002 al 2014  riguardo le modifiche da effettuare in campo di retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti – in altre parole, secondo il ministro “renziano” si dovrebbe istituire il lavoro a “cottimo”.

Parlare di raggiungimento di obbiettivi come traguardo  per avere il riconoscimento della retribuzione significa non avere realmente il minimo rispetto dell’intelligenza altrui.
Ed i cosiddetti obbiettivi chi li dovrebbe stabilire ? Con quali canoni ? Quali i criteri ?Mi sembra già di vedere eserciti di dirigenti, al servizio dei datori di lavoro, pronti a studiare degli “obbiettivi” sistematicamente non raggiungibili in modo tale da far si che il riconoscimento della retribuzione venga di fatto messo a rischio – esattamente ciò che succede già con svariati “socio-lavoratori” di alcune cooperative di somministrazione. Quando si deve trovare il modo di allontanare una lavoratrice o un lavoratore scomodo  si ricorre, tra gli altri metodi, allo spostamento delle/i stesse/i  in reparti dove il lavoro è chiaramente più lento, si pretendono da loro gli stessi ritmi e la stessa produttività che  avevano nel precedente reparto si dichiara il mancato raggiungimento del cosiddetto “obbiettivo” e si licenzia senza possibilità di reintegra.
In definitiva, dopo aver smantellato ciò che rimaneva dello Statuto dei Lavoratori, dopo aver di fatto approvato una legge sul lavoro che fa si che per un datore di lavoro ci sia addirittura un guadagno economico nell’assumere una qualsiasi figura professionale, tenerla alle proprie dipendenza per tre anni come uno schiavo senza il minimo diritto o riconoscimento, godere degli sgravi fiscali concessi dal Governo per poi, poco prima del raggiungimento del terzo anno licenziare, senza il rischio di una vertenza e riconoscendo alla lavoratrice o al lavoratore 2 mensilità per anno lavorato (cifra nettamente inferiore a quella rappresentata dagli sgravi fiscali ottenuti con l’assunzione di tre anni prima) ecco arrivare il fiore all’occhiello delle politiche del lavoro del Governo Renzi:” la proposta del lavoro a cottimo”. Non che la cosa mi stupisca, che il Partito Democratico sia un partito sempre più di destra liberista,  che si ostina a far politiche contro chi lavora, contro il servizio pubblico, contro la scuola pubblica ed il diritto allo studio – lo sappiamo tutte e tutti da anni…..ma l’indignazione non la si può controllare. Almeno una volta fingevano, cercavano di nascondere la loro reale natura. Oggi non si preoccupano più nemmeno di fare finta – leggi e dichiarazioni antisociali sono la loro forza. Mi chiedo cosa ancora dovremo sentire….

Fabrizio Baggi

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