Ieri pomeriggio mi è stata fatta una segnalazione che a Cremona, in occasione della fiera di primavera del libro, in alcune bancarelle erano in vendita, esposte in bella vista, alcune copie del ” Mein Kampf “.
Ovviamente indignato ho pubblicato la notizia online su varie pagine multimediali antifasciste e sui miei profili personali di facebook e twitter.
La cosa, va da se, ha suscitato una discussione mediatica molto accesa, e se la stragrande maggioranza dei miei contatti era indignata almeno quanto me per la vendita di certo materiale alcune/i altre/i, se pur disgustati dal volume in questione, hanno dichiarato che non si deve censurare nulla, che si tratta di storia e che anche leggendo certe cose ci si può rendere conto di quanto siano state sbagliate.
Ora, partendo dal presupposto che per quanto mi riguarda, personalmente con quel libro non andrei nemmeno in bagno, tengo a sottolineare che la mia indignazione, ed anche perché no, la mia preoccupazione, sono date dall’enorme pericolosità che i rigurgiti nazifascisti con cui l’Italia e l’Europa si scontrano ogni giorno rappresentano per la tenuta democratica del nostro Paese e di tutto il Continente.
Ogni giorno attraverso la stampa italiana ed europea veniamo a conoscenza di aggressioni ai danni degli antifascisti, vere e proprie rappresaglie nazifasciste (nelle università, nelle sedi di organizzazioni antifasciste per citare solo due casi dell’ultimo mese), manifestazioni non autorizzate con violenti scontri (come quella appena successa a Bruxelles) ed ancora spazi pubblici concessi senza indugio ad organizzazioni nostalgiche della follia del ventennio per divulgazione di ideali di odio ed intolleranza, concerti organizzati per il compleanni di Hitler, summit dell’estrema destra eversiva con ospiti personaggi condannati per terrorismo nero.
L’Italia è un Paese che purtroppo non ha mai totalmente debellato l’ideale dettato dalla follia di quel periodo e la situazione politico-sociale di certo non aiuta.
Addirittura a Predappio, località che del reato di apologia del fascismo ha fatto la sua più grande fonte di sostentamento, si sta lavorando alla creazione di un cosiddetto museo del fascismo. Le leggi che condannano questo reato di regola non vengono applicate, tanto è vero che le organizzazioni antifasciste e democratiche stanno lavorando ad una petizione “Per la messa fuori legge di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste”
Alla luce di tutto questo, alla luce di tutte queste reali e tangibili minacce alla Democrazia, cosa si può pensare vedendo che ad una fiera, li bella vista, viene tranquillamente venduto il libro simbolo della più grande tragedia della storia dell’uomo ?
Per quanto mi riguarda la cosa mi indigna e mi disgusta. La libertà e la Democrazia sono beni preziosi, conquistati con il sacrificio estremo di migliaia di donne e uomini che non hanno voluto piegare la testa davanti all’oppressione del cancro nazifascista.
Invito tutte e tutti a riflettere su tutto ciò.
Ora e sempre RESISTENZA
Como, 28 marzo 2016 – Fabrizio Baggi
