27 Gennaio, giornata della Memoria in un paese senza Memoria.

 

27 Gennaio, Giornata della Memoria, una ricorrenza internazionale celebrata ogni anno per commemorare le vittime dell’Olocausto, le vittime innocenti della follia criminale nazifascista, giornata nella quale si ricorda che in quel giorno, nel 1945, le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nella offensiva “Vistola-Oder” in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

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Il nostro Paese non è certo “senza colpe” per quanto riguarda quel terribile crimine verso l’umanità, il nostro paese scelse di appoggiare i nazisti, è ora di finirla con la favoletta degli “italiani brava gente”, gli italiani decisero deliberatamente di applicare le leggi raziali e migliaia di persone morirono nei campi di sterminio perché furono denunciati da italiani.

E’ bene fare questa premessa per provare ad analizzare la situazione politica nella quale versa l’Italia al giorno d’oggi.

Proviamo ad analizzare la situazione migranti, quella situazione che, all’evidenza del suo stato, vede una discriminazione su base etnica dettata dall’agenda di governo.

Il fu “decreto Minniti” inserisce nella gestione del fenomeno migratorio i CPR (centri di permanenza per il rimpatrio), uno per ogni regione.

Il successore di quel ministro sposa l’apertura dei CPR e ne aumenta la diffusione sul territorio nazionale. In quei centri (nuovi lager) ci finiscono le persone che, secondo una regolamentazione legislativa che permette ai capitali di circolare liberamente ma non alle persone, non hanno diritto a rimanere sul territorio nazionale, ma fatto ancora più grave, di nefasta memoria, ci finiscono le persone in attesa di pronunciamento della Commissione territoriale sull’essere o meno titolati ad avere un permesso di soggiorno per protezione internazionale.  In definitiva allo stato attuale delle cose il governo prevede una detenzione preventiva sulla base di una condizione e non di un reato commesso. La condizione di essere migrante, una condizione che si esprime su base etnica.

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Molte altre le disposizioni discriminatorie alle quali in questi mesi abbiamo dovuto nostro malgrado assistere, si pensi solo al caso di Lodi, dove i servizi basilari venivano, su disposizione di una delibera dell’amministrazione di destra, erogati solo alle famiglie italiane, oppure alla possibilità di espellere un migrante condannato in primo grado di giudizio (senza attendere appello e cassazione).

Questo Paese, un Paese che ha fatto la lotta di Resistenza, un paese che è stato in grado di sconfiggere il nazifascismo non merita di essere finito in una tale situazione di disumanità.

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I porti chiusi, i morti nel Mediterraneo, le navi bloccate con a bordo persone in condizioni sanitarie estremamente precarie ed il ministro dell’interno che vanta il suo “non far attraccare ne sbarcare nessuno” come medaglia al valore, la guerra fatta dal governo contro le organizzazioni non governative (ONG) e via discorrendo portano col pensiero a quella situazione drammatica che tutte e tutti vogliamo lasciarci alle spalle, a quella situazione terribile che oggi, 27 gennaio, si va a ricordare perché mai più si riproponga.

Como, 27/01/2019

Fabrizio Baggi

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