RIFONDAZIONE: 19 LUGLIO 2022, 30 ANNI DOPO VIA D’AMELIO

Ricorre oggi il trentesimo anniversario della strage mafiosa di Via d’Amelio nella quale persero la vita il Giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta.

Un anniversario che lascia grande amarezza, vista la recente sentenza di assoluzione rispetto al depistaggio sulla strage secondo la quale “non ci fu nessun colpevole”, cade così l’aggravante mafiosa della calunnia e vengono prescritti due ex poliziotti del pool stragi. ed assolto il terzo. Il tutto arriva dopo un’altra grave assoluzione; quella nei confronti dei protagonisti della “trattativa Stato-mafia”, assolti “perché il fatto non costituisce reato” ribaltando completamente il giudizio di primo grado del processo, su cui la Corte d’appello dice che “i contatti tra pezzi di istituzioni e criminalità organizzata ci sono stati ma non erano reato” ed anche dopo il tentativo di RI-consegnare, per via di un cavillo burocratico, il casolare (bene confiscato alla mafia che attualmente è sede di Casa Memoria Impastato) alla famiglia del boss Badalamenti (assassinio di Peppino Impastato).

Questo tipo di sentenze vanifica il sacrifico di tutte e tutti coloro le e i quali hanno donato la propria vita per la lotta alle mafie che, se pur abbiano cambiato aspetto, persistono, fanno affari criminali e “lavano” i proventi reinvestendoli in altre attività, apparentemente legali. I famosi “lavandini di denaro”, che vengono poi utilizzate allo scopo di mantenere il controllo del territorio.

Molti sono anche i collegamenti di queste organizzazioni criminali con le istituzioni, voto di scambio in cambio di agevolazioni, spesso edilizie, con il risultato che sempre di più sono i Comuni che vengono commissariati e lo stesso vale rispetto ad alcuni comparti del mondo del lavoro, in particolare nel comparo della logistica, dove la mafia si insidia spesso indisturbata nel sistema di appalti e subappalti.

Nomi come quelli di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Peppino Impastato, Placido Rizzotto, Pio la Torre, Lea Garofalo, e molte e molti altri non vengano infangati da una mancanza di volontà politica ed istituzionale di combattere le organizzazioni criminali.

Questo Paese ha bisogno di Memoria, quindi ben vengano le giornate nazionali e gli anniversari ma non si può fare “antimafia a giorni alterni” commemorando il 23 maggio e il 19 luglio ad esempio per poi proseguire a voltarsi dall’altra parte già nella giornata successiva.

La mobilitazione popolare e l’impegno sociale quotidiano di tutte e tutti sono fondamentali per non arrivare, come diceva Peppino Impastato, alla normalizzazione di questo fenomeno criminale, per non arrivare ad incontrarli tutti i giorni e a non riconoscerli più vanificando così il sacrificio di chi, per la lotta alla mafia, ha pagato con la propria vita.


Milano, 19 luglio 2022

Fabrizio Baggi, Segretario regionale Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea – Lombardia

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