Non c’è niente da fare, certe notizie non le si vorrebbe mai ricevere e invece, purtroppo, arrivano.
Sapevo che stavi male, lo sapevo da tempo, ma oggi quando ho saputo che non c’eri più ho avuto un tonfo al cuore.

Ti conoscevo da molti anni, da quando ancora facevo il responsabile provinciale organizzativo di Rifondazione a Como e tu, tutte le mattine, passavi in Federazione a salutarmi, sempre pronto a “litigare” su una nostra presa di posizione politica che reputavi “estremista” o a condividere con me la tua preoccupazione per l’avanzata della destra neofascista (già allora).
Ricordo le feste dell’Associazione di Amicizia Italia Cuba che, senza il tuo immancabile contributo non si sarebbero riuscite a fare, “dov’è Antonio”? – qualcuno dei nuovi chiedeva – “alla friggitrice delle patatine – come sempre” – rispondevamo in coro
Ricordo le assemblee unitarie svolte prima della contromanifestazione di “Dongo”, del 25 aprile o in occasione del contrasto alle manifestazioni di FN a Cantù, ricordo la tua voce che tuonava cose sulle quali spesso ero d’accordo e spesso no, e quando non lo ero te lo dicevo, e discuteremo ore, sapendo di essere semplicemente due compagni che attraverso strade differenti intendevano raggiungere lo stesso obiettivo.
I ricordi sono molteplici ed ora corrono veloci in maniera anche confusionale… una sola cosa è certa, mancherai Antonio, mancherai moltissimo.
Voglio ricordarti così, con quell’espressione soddisfatta che hai in questa fotografia di tanti anni fa mentre insieme, a Giulino di Mezzegra, stavamo ripulendo la targa apposta dall’ANPI di cui eri segretario provinciale che i fascisti avevano per l’ennesima volta imbrattato.
Che la terra ti sia lieve caro compagno, grazie per quello che mi hai insegnato.
Como, 21 marzo 2024
