A PROPOSITO DELL’ASSOLUZIONE DI SALVINI
L’assoluzione di Matteo Salvini nel processo Open Arms che lo vedeva imputato per sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio, in concorso con l’allora capo di Gabinetto, Matteo Piantedosi, oggi a sua volta a capo del Viminale con la chiarificazione che “il fatto non sussiste” è gravissima e mi lascia allibito. Intendiamoci, non avevo la pia illusione che un Ministro di estrema destra venisse condannato in un’epoca storica che vede l’Italia guidata da un governo altrettanto di estrema destra ma, ciò che mi lascia di stucco è leggere nelle motivazioni che l’assoluzione giunge in quanto “il fatto non sussiste”. Per lo Stato italiano dunque sequestrare 150 persone in condizioni di grave fragilità è cosa normale e non rappresenta reato.
Non rappresenta reato lasciare per giorni bloccati su una nave uomini, donne, minori, bambini, disabili, donne in gravidanza, il tutto dopo aver affrontato prima il deserto, poi la prigionia libica, e poi ancora un viaggio straziante un naufragio e un salvataggio.
Su quella nave vi erano Persone che necessitavano di cure, che avevano ustioni da carburante sul corpo, fragilità psicologiche date dall’esperienza traumatica vissuta ma per Salvini era più importante fare un braccio di ferro con il mondo della solidarietà e lasciare quelle Persone, che ricordo erano Persone e non merci, bloccate nell’ennesimo limbo mentre sbraitava al blocco navale e ad altre teorie tossiche simili.
Oggi, 5 anni dopo, la giustizia assolve Matteo Salvini – ministro dell’odio – “perché il fatto non sussiste” il tutto mentre si stanno processando le attiviste e gli attivisti NO TAV che per essersi giustamente opposte/i alla gravissima devastazione ambientale provocata dalla costruzione della linea ad alta velocità In Val Susa rischiano condanne di svariati anni di carcere ed alla/ai quali vanno la mia solidarietà e la mia vicinanza.
Ancora una volta ci troviamo davanti ad una giustizia che utilizza due pesi e due misure, e questo rappresenta una sconfitta per tutta quella parte sana di Paese che vorrebbe rispettati i basilari diritti umani.
Aspettiamoci ora, per chiudere il cerchio, di vedere Salvini, chi lo sostiene ed ha fatto – attraverso minacce di ogni genere – mettere sotto scorta l’intero pool di magistrati che stava istruendo questo processo, gli esponenti del governo Meloni, e tutti gli odiatori seriali da tastiera che quotidianamente vomitano veleno contro chi scappa dal proprio Paese in cerca di una vita migliore (o semplicemente in cerca di una vita) scambiarsi doni ed auguri natalizi perché non dimentichiamocelo, “a Natale siamo tutti più buoni”….
La storia sarà meno docile della magistratura e non assolverà né l’Italia né l’Europa per le politiche liberticide che da anni portano avanti in materia di migrazioni.
Persone non numeri recitava un vecchio slogan più che mai attuale,
restiamo umani.
22 dicembre 2024
