LA CAMPAGNA PER I CINQUE SI AI REFERENDUM DELL’8 E 9 GIUGNO

LA CAMPAGNA PER I CINQUE SI AI REFERENDUM DELL’8 E 9 GIUGNO


Una battaglia per la dignità e il futuro del lavoro

La campagna per i cinque SI ai referendum dell’8 e 9 giugno entra nelle sue fasi finali, rappresentando una sfida ardua in un contesto segnato da ostacoli significativi. A fronte di un vergognoso oscuramento mediatico, figlio di un sistema di informazione pubblica nazionale quasi completamente subordinato al governo attuale, e degli inviti al non voto che provengono sia dalle più alte cariche dello Stato sia da importanti segmenti di organizzazioni, formalmente parte del Comitato promotore, questa battaglia continua ad avanzare con determinazione.
Un contesto ostile e una mobilitazione necessaria
La campagna si trova a fronteggiare un clima mediatico e politico che limita fortemente lo spazio per un dibattito democratico e informato. L’assenza di una copertura mediatica adeguata sui temi referendari e il sabotaggio implicito di alcune istituzioni rendono questa lotta ancora più complessa. Tuttavia, la determinazione dei promotori e dei sostenitori rimane salda, con l’impegno di mobilitare risorse e persone per raggiungere ogni cittadina e cittadino, spiegando l’importanza del voto.
Un voto per la dignità del lavoro
Come sottolineato da Maurizio Landini durante il comizio dello scorso venerdì in Piazza Martinelli a Como, l’approvazione dei cinque referendum avrebbe un impatto significativo sul panorama del lavoro in Italia. Questi referendum sono mirati ad abrogare parti cruciali di leggi che hanno danneggiato il tessuto lavorativo del Paese, come il Jobs Act introdotto dal Partito Democratico sotto la guida di Matteo Renzi, piuttosto che dall’attuale governo di Giorgia Meloni. Se i referendum saranno approvati, a partire dal 10 maggio si potrà aprire una nuova fase caratterizzata da condizioni di lavoro più sicure, dignitose e libere da quelle politiche che hanno precarizzato e impoverito la lavoratrici e i lavoratori italiani.
Il referendum sulla cittadinanza
Oltre ai temi che riguardano strettamente il lavoro, vi è un altro importantissimo quesito incluso nei referendum: quello sulla cittadinanza. Questo quesito propone di ridurre da 10 a 5 anni il periodo di residenza legale continuativa necessario per poter accedere alla cittadinanza italiana. Si tratta di un tema di giustizia sociale che riguarda migliaia di persone che, pur lavorando, studiando e contribuendo al mantenimento del nostro Paese, si trovano impossibilitate a diventare cittadine e cittadini italiani. Una possibilità che consentirebbe loro di partecipare più pienamente alla vita politica e sociale del Paese.
L’importanza di queste ultime settimane
Ogni sforzo è cruciale nelle settimane che precedono il voto. La campagna non è solo un esercizio politico, ma un atto di dignità collettiva, un modo per affermare un futuro più giusto e sostenibile per il Paese. È necessario che tutte e tutti si impegnino a diffondere informazioni, organizzare eventi, incontrare le persone sul territorio e rispondere alle domande dei cittadini, contrastando la disinformazione e l’apatia.
La campagna per i cinque #SI è una battaglia per la dignità, la giustizia sociale e il rispetto dei diritti delle lavoratrici, dei lavoratori e delle persone che vivono in Italia. Nonostante le difficoltà, il coraggio e la determinazione di chi crede in questi principi possono fare la differenza. È fondamentale che il messaggio raggiunga tutti, affinché l’8 e il 9 giugno i cittadini possano esprimersi con consapevolezza e determinazione per un futuro migliore.
Andiamo tutte e tutti a votare, 5 SI per la dignità e per il lavoro!

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