DON GIUSTO STA BENISSIMO LI DOV’È. A DOVERSENE ANDARE È LA GIUNTA RAPINESE

DON GIUSTO STA BENISSIMO LI DOV’È. A DOVERSENE ANDARE È LA GIUNTA RAPINESE

Apprendo con grande sconcerto dalle cronache locali che il Sindaco di Como, Alessandro Rapinese, auspica l’allontanamento di don Giusto dalla parrocchia di Rebbio. Che l’attuale primo cittadino rappresenti la negazione vivente di ogni autentico intervento sociale non è certo una novità; ma arrivare a mettere in discussione la presenza di una figura come quella di don Giusto segna davvero un punto di non ritorno.

Rebbio è un quartiere complesso e prezioso, fatto di contraddizioni ma anche di straordinarie risorse umane. In questo contesto la presenza di don Giusto costituisce una certezza per tutte e tutti: un punto di riferimento solido e irrinunciabile, capace di coniugare inclusione, impegno sociale e solidarietà concreta. Personalmente – da laico – non smetterò mai di ringraziarlo per quanto ha dato e continua a dare alla nostra comunità.

Invito il Sindaco a scendere dal piedistallo dei quartieri alti della cosiddetta “Como bene”: quella parte della città divenuta ormai invivibile, dove le case vengono sottratte alla collettività per essere destinate agli affitti brevi, alimentando speculazione e disuguaglianze; quella città che calpesta le persone senza fissa dimora e che contribuisce ad aggravare la condizione di chi vive in fragilità – sì, parlo di persone, non di numeri. Sarebbe auspicabile che il Sindaco si concedesse, almeno di tanto in tanto, una passeggiata nelle periferie, dove realtà come quella guidata da don Giusto hanno supplito per decenni alle gravi carenze delle varie amministrazioni che si sono succedute.

Attorno alla parrocchia di Rebbio si è sviluppata una rete straordinaria: donne e uomini, spesso giovanissimi, che ogni giorno mettono il proprio tempo e le proprie energie a disposizione di una società più giusta, solidale e meno escludente. Un vero e proprio “miracolo sociale” che, senza la presenza e la tenacia di don Giusto, non sarebbe mai nato e che, non a caso, non esiste in altri quartieri della nostra vecchia e conservatrice città.

I valori che da lì si diffondono – pace, disarmo, accoglienza, solidarietà, giustizia sociale – sono valori universali, che non dovrebbero mai essere messi in discussione né osteggiati dalla politica. Eppure, ci troviamo oggi a leggere dichiarazioni che non solo indignano, ma che spingono a riflettere amaramente sullo stato della nostra comunità civile.

Per questo rispondo con fermezza all’affermazione del Sindaco Rapinese: nessuno tocchi don Giusto, che sta benissimo lì dov’è. La vera urgenza politica riguarda piuttosto l’attuale maggioranza in Consiglio Comunale: quella stessa maggioranza che pensa di chiudere scuole per far posto a parcheggi per gli ultras. Quando questa stagione politica avrà finalmente termine, sarà un bene per tutta la città di Como.

Como, 10 settembre 2025
Fabrizio Baggi, Direzione nazionale Rifondazione Comunista
(abitante di Rebbio, enormemente grato a don Giusto)

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