Ricevo e ripubblico con molto piacere questo importante e condivisibile appello lanciato dal Movimento delle lavoratrici e dei lavoratori autoconvocati per dire il più convinto NO agli scioperi generali separati. Gli scioperi separati oltre ad indebolire la mobilitazione fanno male al movimento e, da basso, tutte e tutti insieme possiamo imporre il superamento delle burocrazie sindacali che invece continuano questo gioco al massacro delle date distinte.
FARE COME IN FRANCIA!
Sotto i venti di lotta che soffiano dai quattro angoli d’Europa e col malessere crescente per il carovita, anche in Italia l’atmosfera sociale ha iniziato a surriscaldarsi.
Contro guerra, riarmo, in difesa dei salari e della spesa sociale, i sindacati hanno convocato due scioperi generali:
– il 30 ottobre dell’Usb e di gran parte degli altri sindacati di base;
– il 20 novembre della CGIL e di alcuni sindacati di base (Cub e nuovamente USB del pubblico impiego).
In principio gli scioperi generali programmati erano stati addirittura tre ed è stato estremamente positivo che i sindacati di base abbiano deciso di convergere su due date.
Resta il fatto negativo che il maggiore sindacato di base (Usb) e la Cgil abbiamo mantenuto i due scioperi separati e in concorrenza.
Noi Autoconvocati rivendichiamo scioperi unitari perché la convergenza delle organizzazioni sindacali è fondamentale per rafforzare la lotta e perché il sindacalismo di classe cresce solo sulle gambe di scioperi forti.
C’è ancora un divario profondo tra ciò che serve ai lavoratori – unire e allargare le lotte per ottenere miglioramenti reali – e ciò che fanno le dirigenze sindacali. Spesso inseguono logiche autoreferenziali, di apparato o di piccolo politicismo, barattando la difesa concreta degli interessi dei lavoratori e la rinascita di un forte movimento sindacale di classe, con qualche effimero guadagno tattico.
Quando la spinta dal basso cresce abbastanza, però, costringe le dirigenze sindacali a mettere da parte le tattiche divisive e a convergere, come accadde il 3 ottobre dell’anno scorso con lo sciopero unitario dei sindacati di base e della Cgil e come è accaduto parzialmente questo autunno. Ciò è una conferma del fatto che l’unità d’azione sindacale è una necessità del movimento di lotta della classe lavoratrice.
Pur stigmatizzando gli scioperi separati, in ogni caso noi Lavoratrici e Lavoratori Autoconvocati lavoriamo per la loro miglior riuscita: un successo del 30 ottobre spingerà a riproporre la mobilitazione, ancora più potente, il 20 novembre. In Francia, nel 2023, contro la riforma delle pensioni, in 6 mesi furono organizzati 14 scioperi generali, ottenendo il congelamento della legge, ancora oggi in vigore.
In Italia sull’esempio della Francia – per ora più avanzato – una nuova generazione di proletari rompe con la disillusione e la rassegnazione di quelle precedenti e spezza le illusioni e gli inganni della pace (o coesione) sociale interclassista.
Saper accogliere i giovani proletari è una necessità vitale del sindacalismo di classe. È un dovere vincere la pratica delle azioni di lotta separate per offrire loro un movimento e ambiente di lotta forti, sani, vitali.
Per un nuovo sciopero generale unitario di sindacati di base e Cgil!
LAVORATORI E LAVORATRICI AUTOCONVOCAT*
26/10/26

